intelligenza posturale

NON CREDERE A QUELLO CHE TI HANNO SEMPRE DETTO… 

VIVERE SENZA DOLORI È FINALMENTE POSSIBILE!

Da oggi, saprai finalmente quali sono i reali fattori che influenzano la tua postura e il tuo benessere generale, affinché TU STESSO potrai godere di uno stato psico-fisico ottimale!

Da oggi potrai finalmente risolvere:

  • (simbolo della spunta) fastidiosissimi dolori al collo
  • dolori alla schiena
  • problemi posturali
  • problemi intestinali
  • problemi respiratori
  • emicranie
  • stress

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… oppure scorri in basso per saperne di più. ↓↓↓

CHI HA IDEATO INTELLIGENZA POSTURALE?

intelligenza posturale

Sono Anna Guidi, chinesiologa e terapista posturale per professione. Dopo parecchi anni di lavoro a stretto contatto con le persone attraverso corsi di ginnastica posturale e trattamenti personalizzati, ho sentito l’esigenza di consegnarti in mano le mie conoscenze e competenze, affinchè tu sia in grado di risolvere in completa autonomia i tuoi dolori muscolo articolari (e non solo).

 

COME POSSO ESSERTI UTILE E COS’È INTELLIGENZA POSTURALE

Intelligenza Posturale è qui per darti il bene più prezioso della nostra epoca: Le Informazioni. Sapere quali siano le VERE cause dei tuoi dolori, ti permette di acquisire la giusta consapevolezza e quindi la meravigliosa opportunità di trovare la soluzione definitiva ai tuoi dolori. Rincorrere ad inutili palliativi momentanei non è solo poco utile ma anche dannoso.

Devi innanzitutto sapere che la POSTURA è un concetto DINAMICO e non statico, cioè che è un concetto in continuo mutamento. La POSTURA infatti è l’espressione della continua ricerca di equilibrio da parte del corpo, tra i fattori interni (propri del corpo) e quelli esterni (ambientali).

Qui di seguito trovi tutti i fattori che influenzano la tua postura e il tuo benessere psicofisico (clicca sulla voce che ti interessa per andare a quello specifico argomento, oppure continua a scorrere per leggere tutto):

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPROFONDISCI QUI DI SEGUITO I DIVERSI ASPETTI.


I TRAUMI

L’obiettivo  del corpo in stazione eretta è quello di stare comodo: il corpo è infatti disposto ad assumere una posizione oggettivamente “storta” pur di mantenersi in equilibrio senza alcun dolore, con il minor dispendio energetico possibile. Se ti è già capitato di aver subito un trauma, hai già notato che ti viene spontaneo e naturale modificare la tua postura. Questo avviene proprio perché il corpo vuole fuggire dal dolore. Ad esempio, in caso di distorsione alla caviglia detsra, ti verrà spontaneo sbilanciare il peso del corpo sulla caviglia sinistra.

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Quando la caviglia sinistra inizierà ad avvertire dolore dato dal sovraccarico che sta sopportando, interverrà in aiuto un’altra parte del corpo: ad esempio il ginocchio. Successivamente il ginocchio stesso inizierà ad avvertire dolore dato dal sovraccarico che sta sopportando, e quindi sarà costretta ad intervenire un’altra parte del corpo (ad esempio l’anca), e cosi via. Tutto questo giochino si ripete fino a che inizierai ad avvertire un dolore lancinante ad esempio al collo, ed è il motivo per cui decidi di affidarti nelle mani di uno specialista per risolvere il problema.

Ma se lo specialista si preoccupa di eliminare il dolore al collo, senza preoccuparsi di liberare l’articolazione da cui è partito il tutto (la caviglia destra in questo caso), mi dispiace dirtelo, ma non risolverai mai realmente il tuo dolore al collo!

Per farti comprendere meglio il concetto, devi sapere che le varie parti del nostro corpo si comportano come se fossero un sistema unico, come gli operai di un’azienda. Qualora un operaio dovesse ammalarsi, gli altri operai per un certo periodo di tempo saranno disposti a caricarsi il lavoro dell’operaio assente. Ad un certo punto, però, inizieranno a lamentarsi per la troppa assenza. Tutto questo giochino che mette in atto il corpo è possibile grazie alle catene muscolari.

Scopri qui di seguito cosa sono e quali sono gli esercizi davvero efficaci che ti permettono di agire su tutta la muscolatura contemporaneamente per risolvere realmente  i tuoi dolori articolari.

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L’APPOGGIO DEI PIEDI A TERRA

I piedi sono coloro che ti permettono di stare in equilibrio mettendoti in connessione tra il pavimento e il resto del tuo corpo. Questo significa che i piedi sono la prima parte del corpo che permettono al corpo stesso di fuggire dal dolore, poiché l’obiettivo del corpo non è quello di stare diritto, ma è quello di stare comodo. I piedi possono appoggiare a terra in base a 3 tipi di appoggio plantare:

  • neutro
  • cavo o supinato
  • piatto o pronato

Il piede è neutro quando appoggia correttamente sulla superficie di appoggio. Per piede cavo intendiamo che mostra la maggiore pressione sul lato esterno del piede,  non appoggiando completamente o in minima parte la parte interna del piede. Mentre per piede piatto intendiamo che la parte interna del piede appoggia completamente o quasi a terra.

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Dunque per comprendere in quale categoria rientra il tuo appoggio plantare, la cosa più semplice da fare è osservare in che modo consumi le tue scarpe. Se sono più consumate sulla parte esterna, hai un piede cavo o supinato. Se sono più consumate sulla parte interna,  hai un piede piatto o pronato. In alternativa e per averne certezza, puoi fare il TEST DEL BAGNATO che consiste nell’immergere un piede all’interno di una bacinella piena d’acqua e successivamente appoggiarlo su una superficie (ad esempio cartone) per poter lasciare l’impronta e osservare in quale categoria rientra il tuo appoggio.

Alla luce di quanto detto sopra, secondo te, se il tuo piede è piatto piuttosto che cavo, è utile indossare i plantari?

La riposta corretta è: DIPENDE!

Dipende dal fatto che i piedi sono sia causa che effetto di un atteggiamento posturale errato. Ciò significa che, come abbiamo detto, sono coloro che si modificano in funzione di un dolore arrivante dal corpo. Ma sono anche coloro che costringono il corpo ad adattarsi in funzione di un problema del piede stesso. Ma nel 90% dei casi, un problema dei piedi non è mai realmente dei piedi.

Scopri come comprendere se il tuo modo di appoggiare i piedi dipende realmente dai piedi o se i piedi stessi stanno semplicemente subendo un problema derivante da altre parti del corpo (ginocchia o anche) e quali esercizi effettuare per modificare radicalmente il tuo modo di appoggiare i piedi!

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GLI OCCHI

L’ obiettivo degli occhi è quello di mettere a fuoco gli oggetti e di mantenere lo sguardo orizzontale. Per fare questo utilizziamo 6 muscoli ben precisi:

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  1. i muscoli del retto superiore 
  2. quelli del retto inferiore
  3. del retto mediale
  4. retto laterale
  5. obliquo superiore
  6. obliquo inferiore

Tali muscoli sono strettamente collegati al tratto cervicale, pertanto il lavoro di tali muscoli è strettamente correlato al movimento del collo. Se ti chiedo di guardare alla tua destra, molto probabilmente lo farai ruotando la testa verso destra, quindi facendo intervenire il collo. Occhi e collo si può dire, infatti, che hanno lo stesso obiettivo. Questo significa che un problema della muscolatura degli occhi, diventa automaticamente un problema del collo. Inoltre, ognuno di noi ha un occhio dominante, un occhio cioè che vede meglio rispetto all’altro. Per scoprire quale è il tuo occhio dominante ti invito a fare questo semplice test:

  • Allunga le braccia di fronte a te e forma un triangolo con le dita. Guarda attraverso il triangolo, un oggetto situato a circa 3 metri di distanza, con entrambi gli occhi aperti.
  • Rimanendo fermo, chiudi prima un occhio e poi l’altro.
  • Ti sembrerà che l’oggetto si muova dentro e fuori il triangolo che hai formato con le dita.
  • Quando l’oggetto si muove significa che stai guardando con l’occhio NON dominante.

Ai fini della postura, se ad esempio il tuo occhio dominante risulta essere il sinistro, la tua testa potrebbe assumere una posizione leggermente ruotata verso destra per aumentare la tua capacità visiva. Il nostro corpo è una macchina perfetta, non fa nulla per caso. Questo però può portare ad accumulare tensioni nella parte destra del collo, proprio perché il collo stesso è costretto ad assumere una posizione asimmetrica. Questa tensione si può ripercuotere addirittura fino alle spalle. E’ quindi possibile soffrire di dolori al collo o alle spalle, dettati da una problematica agli occhi?

La risposta è ovviamente SI.

Scopri quali sono gli esercizi che ti permettono di aumentare l’elasticità della muscolatura degli occhi, per aumentare la tua capacità visiva ed eliminare cosi fastidiose tensioni e dolori in altre parti del corpo.

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LA LINGUA

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Può sembrarti strano, ma anche la lingua essendo un muscolo, interferisce notevolmente su quello che è il tuo modo di stare in piedi, sulla tua postura. Porta ora l’attenzione sulla tua lingua e ascolta dove appoggia la punta della tua lingua all’interno della bocca. La senti che appoggia in alto, sul palato? Oppure la senti in basso, sul pavimento della bocca? Oppure la senti sospesa, senza alcun appoggio, tra il palato e il pavimento? Puoi chiudere gli occhi per fare questo semplice test, ti risulterà più semplice portare l’attenzione sul punto in cui appoggia la lingua. Eseguilo ora questo test, è importante per comprendere quanto andrai a leggere in seguito.

Fatto? Bene. Devi sapere che la lingua dovrebbe rimanere posizionata in un punto preciso all’interno della bocca. Porta ora la lingua sul palato. Avanza fino a sentire i denti incisivi superiori. Da qui spostati un centimetro indietro. Questo è esattamente il punto in cui dovrebbe appoggiarsi la lingua e si definisce SPOT LINGUALE. La lingua, su questo punto, non dovrebbe premere eccessivamente ma semplicemente appoggiarsi come farebbe una farfalla su di un fiore. Quando la lingua si posiziona correttamente in questo punto, avvengono tutta una serie di connessioni con il cervello. Non è casuale infatti che i bambini piccoli quando si succhiano il pollice, vanno a stimolare precisamente questo punto.

Devi sapere, però, che la lingua si comporta come se fosse un cane all’interno di un recinto. Il che significa che appena può fugge da questo punto. Pensa ad esempio cosa succede in caso di mancanza anche di un solo dente. Esattamente, la lingua continuerebbe ad infilarsi nel buco creatosi dal fatto che manca il dente. Questo continuo movimento anomalo della lingua, crea tutta una serie di tensioni muscolari che si ripercuotono sul collo, sulle spalle, sulla schiena fino ad arrivare addirittura ai piedi. Tanto per farti un esempio, un problema di alluce valgo può essere notevolmente ridotto con esercizi di allungamento della lingua. In caso di “lingua corta”, ogni qualvolta deglutisci, sei costretto ad utilizzare i muscoli del collo. Questo lavoro anomalo del collo, considerando che deglutiamo una volta ogni due minuti (per un totale di 720 volte al giorno),  a lungo andare può portare addirittura alla formazione di ernia cervicale.

Scopri ora quali sono gli esercizi che ti permettono di creare un adeguato allungamento della lingua ed  evitare cosi inutili dolori in altre parti del corpo.

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L’OCCLUSIONE

L’occlusione non è altro che il modo in cui i denti entrano in contatto tra di loro. A tal proposito, esistono tre tipi di occlusione (chiusura) della mandibola:

1^ classe – normochisura

2^ classe – mascella più in avanti della mandibola

3^ classe – mandibola più avanzata della mascella

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In casi di 1^ classe, parliamo di chiusura corretta. In caso di 2^ e 3^ classe, si parla di malocclusione. Tali malformazioni interferiscono direttamente sulla muscolatura del collo e sull’intera postura. Nello specifico, in caso di mascella più avanzata rispetto alla mandibola (2^ classe) si ha un avanzamento del collo e della testa in avanti. In caso di mandibola più avanzata rispetto alla mascella (3^ classe), si ha un avanzamento del bacino in avanti.

E’ facile intuire quindi che in caso di malocclusione, si avrà un cambiamento dell’intera postura e quindi reali problematiche muscolari a collo e schiena.

Scopri come è possibile riequilibrare tali malformazioni attraverso una ginnastica specifica e con l’utilizzo di apparecchi dentosofici non invasivi.

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LE AMALGAME

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Le amalgame sono le otturazioni o ricostruzioni dentali effettuate con una lega di mercurio e una di un altro materiale da cui l’amalgama prende il nome. Ad esempio, un’amalgama di argento, significa che è composta in percentuale maggiore da mercurio e una percentuale minore da argento. Per comprendere se all’interno della tua bocca si crea questa differenza di potenziale, ti invito a prendere un pezzo di carta di alluminio. Fatto? Ora mettilo in bocca facendolo passare su tutti i denti. Se avverti una sorta di scossa, significa che hai delle amalgame che contengono metalli pesanti (alluminio, mercurio). Ti ricordi le pile che si utilizzavano qualche decennio fa? Quelle su cui si posizionava la lingua per capire se funzionavano ancora in base al fatto che si prendesse o meno la scossa?! La lingua infatti, è un ottimo conduttore, e avverte la differenza di potenziale che si crea ad esempio tra due amalgame con materiale diverso.

Proprio per questo motivo, se all’interno della tua bocca esiste questa differenza di potenziale, la lingua è costretta a fuggire dallo SPOT linguale, cioè da quel punto preciso all’interno della bocca sul quale dovrebbe posizionarsi la lingua (tale punto si trova sul palato, a circa un cm dai denti incisivi superiori, dove ci sono le rughe palatine). Questo atteggiamento della lingua crea tutta una serie di tensioni a livello muscolare, innanzitutto alla lingua stessa e successivamente al collo, alle spalle e schiena.

Sarebbe opportuno rivolgersi ad un esperto per eliminare le  amalgame, sostituendole con della ceramica o dei compositi.

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LE CICATRICI

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Le cicatrici oltre che creare un evidente danno estetico, creano un danno a livello funzionale. In presenza di cicatrici, infatti, si crea un’interruzione a livello dei tessuti e un’interruzione a livello energetico. Questo accade poiché quando vengono rimarginati i tessuti, si possono creare delle fissazioni sulle strutture circostanti, a loro volta non più libere di muoversi. 

C’è da precisare che ogni cicatrice va “testata” per comprendere se e in quale misura, la cicatrice stessa risulta essere “reattiva”, cioè se crea effettivamente danno al tuo corpo. Esistono dei veri e propri test definiti test kinesiologici, che sono in grado di valutare in che modo la cicatrice sta interferendo sul corpo. Per eseguire al meglio questo test avrai bisogno di un aiutante.

  • Porta in fuori, tenendolo teso, un tuo braccio a scelta, all’altezza della spalla.
  • L’aiutante, situato dietro di te, posizionerà una mano sulla spalla e l’altra sul polso (dello stesso braccio).
  • Con la mano situata sul polso, eserciterà una forza verso il basso, alla quale tu dovrai opporre resistenza.
  • In questo modo viene valutata la tua forza.
  • Ora ripetiamo lo stesso test ma questa volta dovrai toccare, con il dito indice dell’altra mano, la tua cicatrice.

In questo modo sei in grado di valutare se e in quale misura la cicatrice interferisce su quella che è la tua reale forza: se rispetto al test precedente, osservi che la tua forza è nettamente inferiore, cioè se fatichi a contrastare la forza esercitata, significa che la cicatrice in questione interferisce sul tuo organismo, procurando una riduzione della forza. In questo caso quindi, si procede con il “trattamento” della cicatrice per ridurre notevolmente le conseguenze.

Scopri ora in che modo puoi trattare la tua cicatrice affinché non interferisca più sul tuo corpo!

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L’ IDRATAZIONE

Cosi come la Terra è formata dal 70% di acqua, anche il nostro corpo è formato dalla stessa % di acqua e tale percentuale è fondamentale che rimanga invariata, per il buon funzionamento del corpo stesso. Ecco alcuni esempi di quanta acqua è contenuta nelle diverse parti del corpo:

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  • cervello 86%
  • cuore e polmoni 79%
  • intestino 77%
  • pelle 72%
  • fegato 70%
  • ossa 22%
  • denti 10%
  • sangue 95%

E’ importante dissetarci continuamente senza arrivare a sentire lo stimolo della sete: quando avvertiamo lo stimolo della sete infatti, siamo già entrati in una fase di disidratazione. Le principali conseguenze della disidratazione sono: calo della vista, irritabilità, stanchezza mentale e fisica, difficoltà di evacuazione, problemi digestivi e circolatori, ritenzione idrica, aumento di peso, dolori muscolari e articolari. 

L’acqua all’interno del nostro corpo ha un ruolo fondamentale: sciogliere e apportare le sostanze nutritive all’interno delle nostre cellule e di portar fuori le sostanze di scarto all’esterno delle nostre cellule, eliminandole poi fuori dal corpo sotto forma di tossine attraverso le urine. 

Considerando che l’80% delle tossine sono idrosolubili (cioè si sciolgono in acqua), e vengono espulse attraverso il sistema renale, se non beviamo a sufficienza queste tossine si depositano nei reni e nelle ossa corpo sotto forma di cristalli di acido urico, portando a dolori muscolo articolari. 

Una corretta idratazione influisce anche sul buon funzionamento della colonna vertebrale: i il meccanismo di ammortizzamento dei dischi intervertebrale infatti, è dato dall’acqua, senza la quale si può arrivare alla formazione di ernie. Considerando inoltre che il sangue è composto per il 95% di acqua, senza una corretta idratazione, il nostro sangue diventa denso e viscoso e appesantendo il lavoro del sistema cardiovascolare.

Ma quanta acqua è necessario bere quotidianamente? Spesso sentiamo dire che bisogna bere 2 litri di acqua. E’ realmente cosi? E quale acqua è opportuno bere? Sono tutte uguali o c’è differenza tra loro? Quali caratteristiche deve avere una buona acqua affinché riesca a far fronte alle sue funzioni?

Clicca qui per avere ora le risposte a queste domande!

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L’ALIMENTAZIONE

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Nutrirci nel modo corretto influisce notevolmente sulla qualità della nostra vita sotto diversi punti di vista. Ma in che modo l’alimentazione influisce sulla nostra postura? 

Una corretta alimentazione ci permette di mantenere regolare il nostro intestino, evitando inutili e dannosi accumuli di tossine con conseguente infiammazione dell’intestino stesso. Il nostro intestino viene considerato il secondo cervello, e riveste una fondamentale importanza per l’insorgenza di svariate malattie. Già Ippocrate infatti, affermava che tutte le malattie hanno origine nell’intestino: i processi di autoriparazione e difesa dell’organismo partono principalmente dall’intestino e mantenere in salute quest’ultimo è la prevenzione e a volte la cura più efficace. 

Per quanto ci riguarda, è utile sapere che la salute delll’intestino è strettamente collegata alla salute della nostra schiena e viceversa. Esiste un muscolo infatti, che originando dalle vertebre lombari, trova la sua inserzione a livello dell’anca, e sul quale poggia l’intestino. 

I disagi dell’intestino:

  • stitichezza
  • diarrea
  • diverticoli
  • celiachia
  • morbo di crohn

Questi problemi hanno ripercussioni su questo muscolo creandone una eccessiva tensione. Il compito del muscolo ileo-psoas è quello di flettere la gamba, estendere la schiena, flettere il busto in avanti e lateralmente e tutti questi movimenti possono quindi essere estremamente limitati proprio per una eccessiva tensione di questo muscolo. 

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C’e inoltre da aggiungere che questo muscolo è un coattatore dell’anca, vale a dire che una sua eccessiva tensione è in grado di bloccare l’anca limitandone il suo movimento articolare. I peggiori mal di schiena infatti, avvengono durante le feste estive e natalizie proprio perché siamo piu predisposti ad eccedere con l’alimentazione. 

Dolori muscolo articolari sono facilmente riconducibili ad una infiammazione generale del nostro corpo dettato da una mancanza di salute dell’intestino. Risulta quindi di estrema importanza il tipo di alimenti introduciamo nel nostro organismo.

Clicca qui per scoprire ora quali sono i cibi peggiori per la salute del tuo intestino e quali sono invece gli alimenti che si comportano da “farmaci” per il tuo intestino.

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RESPIRAZIONE

Il diaframma è il muscolo principale della respirazione a riposo. Cioè il muscolo che dovremmo utilizzare principalmente per respirare, quando siamo in una situazione di riposo. Questo muscolo ha una forma a cupola e si trova sotto le costole, dividendo il torace dalla zona addominale.

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Se ti è già capitato di osservare un bambino piccolo mentre respira, avrai notato come durante la  respirazione, la sua pancia è libera di gonfiarsi e di sgonfiarsi. Questo avviene perché il suo diaframma è morbido ed è quindi in grado di contrarsi nella fase di inspirazione e di rilassarsi nella fase di espirazione. 

Devi sapere però che il diaframma è in grado di registrare tutte le nostre tensioni emotive: pensa a quale è la prima cosa che si tende a fare nel momento in cui qualcuno ci fa spaventare. Tendiamo ad andare in apnea. Pensa quindi a cosa succede se viviamo un periodo di particolare tensione, rabbia o paura. E’ come se vivessimo costantemente in apnea, con il diaframma contratto, utilizzando quella muscolatura che dovrebbe intervenire solo quando siamo sotto sforzo (muscolatura del collo e del torace). 

Questo è il motivo per cui tendenzialmente gli adulti, hanno una respirazione piuttosto superficiale (toracica) sollevando il torace nella fase di inspirazione e abbassando il torace nella fase di espirazione, facendo quindi compiere al diaframma il movimento opposto rispetto a quello che dovrebbe compiere in una situazione di riposo. Il muscolo diaframma, data la sua posizione, è l’unico muscolo in contatto con il resto del corpo, attraverso quelle che si chiamano catene muscolari (per catena muscolare si intende una serie di muscoli concatenati tra loro attraverso la loro parte tendinea).

E proprio per questo motivo, un malfunzionamento del diaframma porta ad una serie di conseguenze  anche lontane dal diaframma stesso, tra cui:

  • dolori al collo
  • dolori alla schiena
  • aritmie cardiache
  • reflusso gastroesofageo
  • gonfiore addominale
  • ansia
  • attacchi di panico

Scopri come massaggiare ora il tuo diaframma per eliminare questi fastidiosi disagi.

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PENSIERI ed EMOZIONI

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Sai già che è impossibile non pensare? La nostra mente, infatti, è fatta per pensare e lo fa in continuazione. Quindi è impossibile non pensare. Ma quello che puoi fare, è scegliere a cosa pensare. Semplice? Non sempre. La cosa meravigliosa da sapere è ci deve essere coerenza tra i nostri pensieri e la nostra postura. Cosa intendo dire con questo?

Ti faccio un esempio. Secondo te, una persona depressa che tipo di postura ha? Esatto, con le spalle chiuse e la testa flessa in avanti. Anche i suoi pensieri sono rivolti verso se stesso, non vede soluzioni, vede tutto nero. E’ come se avesse perso le speranze. Non c’è apertura verso il nuovo. E’ praticamente impossibile essere depressi e avere una postura aperta, viceversa non posso avere una postura chiusa ed essere felice. In caso contrario è come se il cervello registrasse questa incongruenza e mettesse in circolo l’ormone relativo alla postura in essere in quel momento, per modificarne lo stato d’animo. Pertanto possiamo modificare il nostro atteggiamento posturale per influenzare la nostra postura.

Esistono infatti dei veri e propri atteggiamenti posturali in grado di modificare i nostri pensieri e di conseguenza il nostro stato d’animo. Scopri ora quali sono!

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